giovedì 22 luglio 2010

L'Italia del "Lei non sa chi sono io!"


Per chiunque abbia un’agenda diversa dal Tg1 o dal Tg5, di notizie ce ne sono una quantità ogni giorno; notizie che ci dicono in che direzione sta andando il Paese; notizie di ordinaria discriminazione e di quotidiano razzismo – cose di fronte alle quali l’indignato speciale non si indigna. Chiunque di noi, giornalista o blogger che sia, evidentemente non può raccontare tutto, deve operare una selezione. Questa selezione, per quanto necessaria,è molto importante: la falsificazione, e dunque la manipolazione dell’opinione pubblica, si ottiene certamente dando alcune notizie, ma anche e soprattutto omettendone altre. Ci sono notizie che, secondo me, possono raccontarci meglio di altre l’antropologia profonda dell’Italia di oggi. Per esempio la notizia, di questi giorni, di un consigliere leghista che, sorpreso dal controllore con il biglietto non obliterato, ha sbottato: “Guardi, sono un consigliere e non è che voglia essere trattato meglio degli altri, però..” Non contento di aver cercato di intimorire l’interlocutore, avrebbe aggiunto: “Lei è comunista?” Il “comunista”, qui, va forse inteso come colui che al privilegio, idealisticamente, si oppone (e in questo caso specie del resto notoriamente in via di rapida estinzione)?


L’episodio mi ha ricordato un proverbiale “Lei non sa chi sono io” di Gabriella Carlucci, rivolto a un vigile che la stava giustamente multando, un’esternazione sempre smentita dalla diretta interessata; o un’analoga performance verbale di Vittorio Sgarbi.

Conferme e smentite a parte, la frase è quella usata da chi ha un potere e vuole usarlo per non dover sottostare alle regole e accomuna attricette, politici e mafiosi; è quell’odiosa intimidazione che non passa mai di moda, che viene sbattuta in faccia sbottando perché non si riceve un trattamento speciale, o detta tra i denti quando si crede di non essere sentiti.

È una frase che compendia bene un Paese che, nella componente culturale egemone, non è più, ammesso che mai lo sia stato, uno Stato di diritto, ma del privilegio.

Nessun commento: