mercoledì 20 ottobre 2010

Extracomunitari

Se si volesse cercare una dimostrazione pratica di ciò che in realtà è del tutto ovvio, cioè che il razzismo è figlio prediletto dell’ignoranza, basterebbe, leggendo i commenti intrisi di odio relativi al caso dell’uccisione di Maricica Hăhăianu che in queste ore infestano i più diversi forum, osservare l’uso non infrequente della parola “extracomunitari” riferita a uomini e donne di nazionalità rumena.

Non entro nemmeno nel merito di commenti semplicemente nauseanti, che mostrano una volta in più come ormai l’intolleranza venga liberamente vomitata sotto il pretesto della libertà d’espressione; la fonte di ogni razzismo, senza andare troppo oltre, sta già qui, nell’uso dispregiativo di quella parola “extracomunitari” il cui unico referente dovrebbe essere quello di “cittadini di uno Stato non membro dell’UE” e alla non conoscenza del fatto che i cittadini, uomini e donne, della Romania non si trovano in tale situazione, in quanto la Romania è entrata nell'Unione europea non ieri, ma nel 2007. Ovvietà, cose che conosciamo bene e che di fronte a questa deriva intollerante ci troviamo a compitare ancora una volta.

Chi usa la parola “extracomunitari” riferendosi a uomini e donne cittadini della Romania non è soltanto un ignorante e un razzista: è il vero “extracomunitario”, nel senso che con i principi fondamentali sui quali l’Unione europea, malgrado tutto si fonda, non ha nulla a che spartire.

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